Legge di Bilancio. Spunta il bonus rubinetteria e sanitari
Spunta un nuovo incentivo nel giร vasto panorama delle agevolazioni fiscali per il mondo della casa volto alla sostituzione ceramiche sanitarie e rubinetteria nelle case.
Estendere il superbonus 110% anche al comparto idrico, intervenendo su acquisto e sostituzione di ceramiche sanitarie, rubinetteria e impiantistica idrica, compreso partire da lavandini, wc, vasche da bagno e docce. Questo รจ l’intento di un emendamento presentato all’intero della legge di Bilancio con lโobiettivo di ridurre gli sprechi idrici e sostenere diversi settori produttivi del settore.
L’emendamento ha come primi firmatari i deputati della Lega Benedetta Fiorini, segretario della Commissione Attivitร produttiveย e Guido Guidesi (Capo dipartimento Attivitร produttive Lega). Secondo i Senatori, l’efficientamento non deve fermarsi solo al setotre energetico. In Italia, sono installatiย nelle abitazioni piรน di 57 milioni di apparecchi sanitari di cui quasi la metร hanno superato i 30 anni di vita.
Di contenuto analogo, sempre in tema di risparmio idrico, รจ stato presentato da altri quattro parlamentati ( Mauro Rotelli, Paolo Trancassini, Ylenja Lucaselli e Fabio Rampelli) un emendanto con il quale si richiede ยซdi applicare le detrazioni anche alle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera, fino a un valore massimo di spesa di 3.000 euro delle seguenti attrezzature: rubinetteria sanitaria con portata in erogazione uguale o inferiore ai 6 litri al minuto; soffioni doccia e colonne doccia, attrezzate con portata uguale o inferiore ai 9 litri al minuto; cassette di scarico e sanitari (water) con volume medio di risciacquo uguale o inferiore ai 4 litriยป.
E, mentre si cerca di navigare nel mare magmin dei 7 mila emendamenti presentati alla legge di bilancio, arriva un dichiarazione di Antonio Misiani, viceministro all’Economia, il quale precisa che:se ci sarร una proroga del superbonus 110% sarร limitata nel tempo.
Il Viceministro ha precisato che โnon รจ pensabile che lo Stato si faccia carico interamente dei costi di ristrutturazione degli edifici privati. Ha molto senso in una fase di grave crisi, in cui รจ necessario un boost all’edilizia, ma รจ impensabile che per i prossimi 10-20 anni questo meccanismo rimanga uguale a se stessoโ.
Insomma, tutto ancora in alto mare.
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