• Verso la legalizzazione delle assemblee telematiche condominiali. Cronaca di un dibattito politico infinito

    Redazione Libricondominio | Settembre 7, 2020

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    Come per la liberalizzazione delle droghe leggere, anche per le teleasemblee condominiali il dibattito politico è molto intenso.

    Chiuso il mese di Agosto, praticamente monopolizzato dalle notizie sul Superbouns 110%, si apre un nuovo mese con dubbio amletico: teleassemblea condominiale si o no? E’ questa in buona sintesi quello che capita parlando di assemblee, al tempo del covid.

    Chi le convoca e chi no. Chi assume che ci sia un rischio imponderabile nel consentire lo svolgimento di “riunioni” fisiche (troppe responsabilità per l’amministratore…).

    Chi, invece, ritiene che sia possibile procedere con quelle telematiche, nonostante il rischio delle impugnazioni (scongiurate solo dalla convocazione “fisica”, per alcuni…).

    Chi ancora spiega come fare per fare (e tra questi, c’è da dire, ci siamo anche noi). In un’ultima istanza, sembra sia pervenuto un nuovo avvicinamento al tema da parte del “Palazzo”.

    La “Politica” dopo aver ritenuto necessario specificare che i quorum per il superbonus siano quelli di basso lignaggio (appena 1/3 dei millesimi), adesso prova a mettere il “turbo”.

    Una clausola sarebbe apparsa e scomparsa sulla “legalizzazione” dell’assemblea on line.

    Come per le droghe leggere il dibattito è assai fitto. I radicali, anche senza essere chic, storciono il naso ogni qual volta se ne parli…restano sobri anche con l’ebbrezza dello spirito. Eppure, il tema non può essere trattato come un argomento tabù.

    In discussione, per quanto è dato sapere, il 12 settembre p.v. ci sarà un altro passaggio alla camera sul tema. Ancora non è dato sapere cosa sortirà e come. Certamente, noi continueremo a parlarne, offrendo al lettore nuovi temi, anche più scomodi.

    Per noi, la vita condominiale, ha bisogno di nuove soluzioni per affrontare un mondo ormai diverso.

    Proprio per questo, per quanto ci riguarda, abbiamo riferito e argomentato che la costituzione di un’assemblea telematica, in realtà, non necessiti di chissà quale presupposto formale di sorta, di carattere legislativo. Basti, al riguardo, ricorrere ad una semplice delibera dell’assemblea dei condòmini, per legittimarla sotto il profilo interno (si veda la nostra recente pubblicazione, dell’Avv. DOLCE, La convocazione dell’assemblea e nuove prospettive).

    Per correttezza professionale, dobbiamo anche aggiungere, che autorevoli giuristi hanno pubblicato, con altre case editrici, molto ma molto più grandi della nostra, contributi dottrinali di “apertura” verso questa nuova tipologia di assemblea: questo non ci può far altro che piacere, forse significa che stiamo percorrendo la strada giusta.

    Alla prossima puntata. Frattanto, buona assemblea (decidete voi quale). Che continui il dibattito.

    La convocazione dell’assemblea condominiale e le nuove prospettive

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    A cura della Redazione

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