• Legge di Bilancio. Spunta il bonus rubinetteria e sanitari

    Redazione Libricondominio | Dicembre 5, 2020

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    Spunta un nuovo incentivo nel già vasto panorama delle agevolazioni fiscali per il mondo della casa volto alla sostituzione ceramiche sanitarie e rubinetteria nelle case.

    Estendere il superbonus 110% anche al comparto idrico, intervenendo su acquisto e sostituzione di ceramiche sanitarie, rubinetteria e impiantistica idrica, compreso partire da lavandini, wc, vasche da bagno e docce. Questo è l’intento di un emendamento presentato all’intero della legge di Bilancio con l’obiettivo di ridurre gli sprechi idrici e sostenere diversi settori produttivi del settore.

    L’emendamento ha come primi firmatari i deputati della Lega Benedetta Fiorini, segretario della Commissione Attività produttive  e Guido Guidesi (Capo dipartimento Attività produttive Lega). Secondo i Senatori, l’efficientamento non deve fermarsi solo al setotre energetico. In Italia, sono installati  nelle abitazioni più di 57 milioni di apparecchi sanitari di cui quasi la metà hanno superato i 30 anni di vita.

    Di contenuto analogo, sempre in tema di risparmio idrico, è stato presentato da altri quattro parlamentati ( Mauro Rotelli, Paolo Trancassini, Ylenja Lucaselli e Fabio Rampelli) un emendanto con il quale si richiede «di applicare le detrazioni anche alle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera, fino a un valore massimo di spesa di 3.000 euro delle seguenti attrezzature: rubinetteria sanitaria con portata in erogazione uguale o inferiore ai 6 litri al minuto; soffioni doccia e colonne doccia, attrezzate con portata uguale o inferiore ai 9 litri al minuto; cassette di scarico e sanitari (water) con volume medio di risciacquo uguale o inferiore ai 4 litri».

    E, mentre si cerca di navigare nel mare magmin dei 7 mila emendamenti presentati alla legge di bilancio, arriva un dichiarazione di Antonio Misiani, viceministro all’Economia, il quale precisa che:se ci sarà una proroga del superbonus 110% sarà limitata nel tempo.

    Il Viceministro ha precisato che “non è pensabile che lo Stato si faccia carico interamente dei costi di ristrutturazione degli edifici privati. Ha molto senso in una fase di grave crisi, in cui è necessario un boost all’edilizia, ma è impensabile che per i prossimi 10-20 anni questo meccanismo rimanga uguale a se stesso”.

    Insomma, tutto ancora in alto mare.

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    A cura della Redazione

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