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    Superbonus e teleassemblee: ecco i timori degli amministratori di condominio

    Redazione Libricondominio | Dicembre 22, 2020

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    Le criticità legate alla maxi-detrazione e allo svolgimento delle assemblee per la definizione degli interventi, al centro di un convegno online della Consulta Nazionale delle Associazioni di Amministratori di Condominio. “Chiediamo più chiarezza, la politica ci ascolti”, è la richiesta accorata dei professionisti.

    Linee guida chiare sulle teleassemblee e certezze sul Superbonus, a cominciare dalla proroga della maxi-detrazione. E’ questa la richiesta unanime emersa in occasione del convegno online “Il Condominio nell’Italia di oggi”, organizzato dalla Consulta Nazionale delle Associazioni di Amministratori di condominio. Richiesta che è stata in parte esaudita, con un emendamento alla Legge di Bilancio, che proroga il Superbonus al 2022.

    La Consulta, che riunisce ABICONF, AIAC, ANAMMI, ANAPI, APAC, ARAI e MAPI, ha voluto fare il punto sui due temi caldi del momento, ovvero le assemblee online e la maxi-agevolazione per l’efficienza energetica e gli interventi anti-sismici. Due strumenti importanti, ma che presentano numerose criticità. Per avviare il complesso iter procedurale del Superbonus, occorre infatti una specifica delibera condominiale, approvata dall’assemblea dei condòmini: un’operazione difficile da organizzare persino da remoto, nell’Italia senza banda larga e con una popolazione spesso poco avvezza ad utilizzare l’online. Il tema è: proroga o on proroga?

    A dipanare il dilemma, ci hanno provato i relatori del convegno. L’incontro, moderato da Marino Longoni, vicedirettore del quotidiano ItaliaOggi, oltre alla partecipazione dei presidenti delle associazioni della Consulta, ha visto l’intervento dell’On. Roberto Cataldi, deputato M5s, dell’On. Marco Lacarra, deputato PD, e dell’On. Anna Rita Tateo, deputata della Lega Nord.

    Il dibattito è entrato subito nel vivo con l’On. Cataldi, che ha osservato come il rischio del Superbonus sia quello di “essere ingabbiati in un sistema burocratico che impedisce a tutti di lavorare. Un po’ come quello che è successo nei territori del terremoto: le norme ci sono, ma non si riesce a ricostruire, a causa della troppa burocrazia”. Tuttavia, è indubbio che, accanto alle ombre, ci siano anche le luci. “L’innovazione tecnologica – ha affermato il parlamentare M5 – ci può aiutare non soltanto nell’epoca del Covid, ma anche dopo”.

    L’innovazione non si accompagna però ad un autentico accesso digitale per il cittadino. Per l’avv. Federica Sorrentino dell’AIAC ,c’è ancora molta strada da fare. Oggi comincia a consolidarsi l’utilizzo della bacheche condominiali online, ma la Rete è ancora un problema per molti, sul quale le norme, finora, non ci hanno aiutato. Si pensi, ad esempio, alle diverse piattaforme web utilizzate. Ecco perché è urgente che gli amministratori contino su linee guida chiare, che ci consentano di organizzare senza problemi le teleassemblee”.

    Che lo scenario sia complesso lo ha ammesso anche l’On. Marco Lacarra.Il Covid ha davvero accelerato il processo di digitalizzazione del condominio? Certamente sì, ed è sicuramente una grande opportunità poter partecipare alle assemblee condominiali anche da remoto. Riunirsi online servirà a tutti anche dopo la fine dell’emergenza, ma occorrono norme precise che risolvano le difficoltà pratiche una volta per tutte”.

    In questo quadro così caotico, la Consulta c’è e intende impegnarsi per sostenere i professionisti e stimolare l’azione del Governo. Lo ha ribadito Vittorio Fusco, presidente di ANAPI. “Siamo nati con l’intento di dare voce alla categoria – ha ricordato – chiediamo alle istituzioni di accettare il nostro contributo, che si basa sull’esperienza e la competenza di Associazioni importanti, da anni impegnate sul campo. In questa difficile situazione, il ruolo della Consulta è centrale e le istituzioni devono ascoltarci”.

    Giuseppe Bica, presidente dell’ANAMMI, ha sottolineato che “non basta una sola assemblea per decidere. Un singolo intervento legato al Superbonus può valere da 1 a 3 miliardi e, per giunta, definire gli interventi e le spese, scegliendo le ditte che faranno i lavori, è un impegno che implica una serie di incontri tra condòmini. Per questa ragione, la Consulta ha chiesto la proroga al 2024”. Resta forte il timore che il tempo non basti e che la scarsa chiarezza complichi il lavoro degli amministratori. “Oggi possiamo organizzare riunioni online – ha ricordato Bica – ma con una maggioranza generica. Il che significa mettere sullo stesso piano chi detiene pochi millesimi e chi invece ne ha tanti”. Per ovviare al problema, l’ANAMMI ha consigliato ai soci di effettuare anche la modifica del regolamento condominiale. “Il punto è che le istituzioni non hanno fornito linee guida chiare, oggi urgenti più che mai. E proprio per evitare che il Superbonus resti sulla carta, è necessario che la politica ascolti la Consulta, disponibile a collaborare con tutte le istituzioni”.

    Secondo il Ministero dell’Economia, confermare la detrazione anche oltre 2021 significherebbe rinunciare, ogni anno, a 10 miliardi di entrate fiscali. Il Superbonus sarebbe dunque un sostegno ad esaurimento. Andrea Tolomelli, presidente di ABICONF, ha aggiunto un ulteriore elemento “finanziario” al dibattito, ovvero il “no” alla possibilità di detrarre l’onorario dell’amministratore legato al suo lavoro sul Superbonus. Un impegno gravoso e di responsabilità, che finora il legislatore non ha voluto riconoscere. “L’amministratore è un professionista, che svolge sia compiti ordinari sia straordinari. Di sicuro, il Superbonus appartiene alle sue competenze straordinarie ed è una detrazione, perché, dunque, non consentire anche di detrarre il suo compenso?. Tolomelli ha ricordato le diverse sfaccettature dell’impegno del professionista. “Chi è che fornisce informazioni ai condòmini? Chi organizza le assemblee? Chi gestisce i contratti di appalto? Chi costituisce il fondo speciale per le opere da eseguire? Potremmo continuare, ma è chiaro che le responsabilità, per l’amministratore, di tipo amministrativo e fiscale, sono tantissime e devono esserci riconosciute dal legislatore”.

    Gerardo Martino, presidente del MAPI, ritiene che, nonostante le difficoltà, questo sia il momento per rilanciare il ruolo del mondo associativo e della stessa Consulta. “La Legge 4 del 2013 ci ha aperto la strada – ha dichiarato – delineando precisi requisiti, come la democrazia interna e la rappresentatività. Per la prima volta, i professionisti, pur non appartenendo ad un ordine, si sono visti riconoscere il loro ruolo sociale. Da allora, abbiamo percorso altra strada, siamo cresciuti. Oggi, grazie alla forza della Consulta, possiamo fare molto di più: conquistare il diritto legale a rappresentare il mondo condominiale”.

    Infine, Stefano Milanesi, presidente di APAC, ha sottolineato i rischi di un Superbonus privo di copertura finanziaria. “Scopriamo in questi giorni – ha osservato – che si tratta di una provvidenza ad esaurimento, che secondo alcuni sarà finanziata da artifici contabili, non dal Recovery Plan, come si era detto in un primo momento. Questa norma, che doveva aiutare la ripartenza dell’economia, può, al contrario, trasformarsi in un boomerang, in caso di morosità condominiale o di lavori già partiti. Inoltre, una semplice proroga al 2021 può giustificare le nostre fatiche? Occorre una dilazione ben oltre il prossimo anno e, se necessario, il Governo dovrà trovare le risorse, perché questa misura può essere un vero volano per l’economia”.

    Sull’articolata analisi della Consulta, le conclusioni dell’On. Anna Rita Tateo lasciano intendere che almeno una parte della politica sia disponibile all’ascolto e alla collaborazione. “E’ vero, il condominio vive una situazione di sofferenza – ha stigmatizzato la deputata – occorrono regole chiare e, viste le difficoltà a riunirsi in questo periodo, la proroga deve arrivare fino al 2023. Solo per istruire la pratica amministrativa della detrazione, ci vogliono almeno due mesi. Di questo il Governo deve rendersi conto”. La vera questione è culturale. “Non si comprende ancora la centralità della vostra professione nella società. Gli amministratori sono essenziali per la nostra comunità, ma la politica non lo ha ancora capito e vi tratta ancora da servi sciocchi. E’ inaccettabile”. In tal senso, l’impegno dell’On. Tateo vuole combattere questa storica sottovalutazione del professionista condominiale. “Sono disponibile ad ascoltare la Consulta e a lavorare per sostenere la categoria – ha sottolineato – rischiamo di cancellare l’opportunità del Superbonus semplicemente perché non abbiamo compreso la complessità del vostro lavoro. Questo non deve accadere”.

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    A cura della Redazione

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