• Scarica il modulo per convocare assemblee in videoconferenza

    Avv. Roberto Rizzo | Marzo 24, 2020

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    Il Decreto c.d. “Cura Italia”, approvato il 16 marzo u.s., se per un verso ha recepito parte delle istanze avanzate da alcune associazioni rappresentanti gli amministratori di condominio, per altro verso ha lasciato irrisolte le questioni tecniche maggiormente preoccupanti per la categoria.

    Sono state adottate diverse misure che sollevano gli amministratori di condominio da molti degli adempimenti fiscali e contributivi tipici del periodo, ma ad oggi, non è dato riscontrare nel testo del Decreto, alcun intervento strutturale direttamente volto alla soluzione dei problemi che lasciano gli amministratori disorientati e privi di riferimenti.

    Tra le tante questioni irrisolte, merita un approfondimento la modalità di convocazione dell’assemblea condominiale in videoconferenza.

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    Posto che l’ordinamento, all’art. 66 delle disp. di att. c.c., impone che la convocazione assembleare debba avvenire esclusivamente a mezzo posta raccomandata, fax, consegna a mani e posta elettronica certificata inviata su altra Pec, è evidente che, alla luce dell’emergenza sanitaria nazionale da COVID-19, almeno due dei metodi indicati sono -allo stato- non consentiti dalla pregressa decretazione d’urgenza adottata dal Governo.

    In particolare, per le ragioni già esposte da altri autorevoli Colleghi, gli amministratori non possono recarsi alla posta, né, tantomeno, procedere con la consegna a mani; resterebbero praticabili, dunque, solo la convocazione a mezzo fax e quella pec su pec, se non fosse che i cittadini, nella stragrande maggioranza dei casi, sono sprovvisti sia dell’uno che dell’altra.

    Ed allora, riprendendo una proposta già avanzata da Abiconf nei giorni scorsi, rispetto alla quale il Governo non ha ritenuto di esprimersi, ignorando -di fatto- le legittime istanze degli operatori del settore, ad avviso dello scrivente si potrebbe realisticamente ipotizzare la convocazione all’assemblea in remoto a mezzo e-mail ordinaria.

    Puoi scaricare il modulo in questione iscrivendoti alla newsletter di LibriCondominio, utilizzando il form in questa pagina.

    La soluzione potrebbe consistere nell’applicare, per analogia, alla materia condominiale i principi sanciti, in materia di istruttoria processuale, dalla Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 19155 del 17.7.2019.

    Tale pronuncia riconosce pieno valore probatorio alle e-mail ordinarie, cui seguano comportamenti concludenti del destinatario, che non la disconosca nelle forme di legge.

    Allo stesso modo, in Condominio, l’amministratore potrebbe validamente convocare i condomini a mezzo mail ordinaria, a patto che gli stessi non la disconoscano, preferibilmente dando all’amministratore/mittente espressa conferma di averla ricevuta.

    Naturalmente, questo dovrebbe presupporre –se non la modifica, almeno- la temporanea sospensione dell’operatività del citato art. 66 delle disp. di att. c.c., che, in ogni caso, potrebbe tranquillamente giustificarsi per le medesime ragioni di emergenza sanitaria che hanno consentito al Governo, ad esempio, la sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi.

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    Avv. Roberto Rizzo

    Avvocato civilista. Studioso della materia condominiale, urbanistica e edilizia. Articolista giuridico, collabora con diverse testate, tra le quali: Immobili & Proprietà, il Quotidiano Giuridico, Condominio Sostenibile e Certificato, Italia Casa magazine, Condominio Caffè, Immobiliare.it, Teknoring.com Via Ettore Majorana, 106 - 87036 Rende CS 348 656 5133 robertorizzoa@gmail.com http://studiolegalerobertorizzo.it
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