• Il «limbo» del condominio ai tempi del Coronavirus

    Dott.ssa Mirella Stigliano | Marzo 24, 2020

    Ti potrebbe interessare:

    16.90

    25.00 23.50

    8.90

    Il condominio è lo specchio della società”.

    Mai, come ora, queste parole prendono forma nella loro drammaticità. 

    Ai tempi del Coronavirus il Condominio si scopre fragile e  vulnerabile.

    Si chiude in se stesso e fluttua sospeso nel mare dell’incertezza. Tutto è sommesso, quasi silenzioso, rispettoso di altre priorità. 

    C’è un’attesa collettiva a rimettere indietro le lancette dell’orologio.  Ma il senso d’impotenza è assoluto.  Si depongono le armi e si resta in attesa. Fino a quando? Fino a cosa?

    Il clima negli  studi di amministrazione è surreale: crollo vertiginoso del numero delle mail, toni pacati, comunicazioni ridotte all’essenziale.

    Scardinata la porta delle polemiche sterili e delle pseudo questioni di principio ha inizio un nuovo percorso catartico verso un Condominio sconosciuto. 

    Catarsi. 

    Quante volte abbiamo sentito questa parola di origine greca che significa “purificazione”. Sì, ma purificazione da cosa? Dall’irrazionalità, dal superfluo, dal pretestuoso.

    Ecco dunque la comunicazione trasformarsi da barocca a essenziale, da sterile a efficace.

    Rimane un rammarico misto a rabbia. Ora come mai, il Condominio solidale così ben delineato nella Tempesta Perfetta, sarebbe stato un paracadute formidabile per contribuire ad affrontare questa emergenza. 

    Ora come mai, un amministratore digitale capace ad organizzare assemblee in videoconferenze sarebbe stato auspicabile per non fermare il tempo. 

    Ora come mai, occorre prendere il meglio da questa prova durissima  e  provare a dare una svolta epocale al ruolo di amministratore.

    Il Condominio non può essere sempre rose e fiori, ma le difficoltà e le decisioni importanti sfide da affrontare insieme. Non uno contro l’altro, ma uno accanto all’altro. Unione, forza, accoglienza, coraggio devono trasformarsi da utopia a realtà.

    Ma l’ottimismo non arriva a tanto. Quando l’emergenza Coronavirus sarà finita quale sarà il prezzo da pagare? 

    Il declino della solidarietà e dell’empatia, convenientemente sostituite da un falso pragmatismo, prenderanno purtroppo il sopravvento e le insoddisfazioni di molti torneranno alla ribalta sapientemente rivestite da scuse per non cambiare.

    Il Coronavirus sarà dimenticato in pochi giorni, soprattutto da chi oggi denuncia la superficialità e l’indifferenza della nostra società senza avere la minima intenzione di cambiare nulla delle proprie abitudini,  e senza neppure essersi posto il problema di quanto quelle abitudini determinino il Condominio che viviamo, specchio della  società che siamo. 

    Pessimismo o disincanto? 

    Ne l’uno, né l’altro.  Ma la retorica no, almeno questa lasciamola ad altri.

    Stampa articolo

    Dott.ssa Mirella Stigliano

    Via Antonino Giuffrè, 197 - 00128 Roma RM 06 506 57003 mirellastigliano@studio-format.it
    × Ti possiamo aiutare?