• I rischi della formazione a distanza. Un focus su quella che viene erogata dalle associazioni di amministratori condominiali

    Avv. Caterina Tosatti | Aprile 10, 2020

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    Oggi cerchiamo di capire i rischi della Formazione a Distanza (FAD), con un particolare focus su quella che viene erogata dalle associazioni di amministratori condominiali.

    Alle associazioni è assegnato un ruolo chiave nella formazione  dei propri iscritti: cioè degli amministratori condominiali.

    Avere buone basi è importante. L’art. 2 della Legge 14 gennaio 2013, n. 14, prevede che <<Le associazioni professionali promuovono, anche attraverso specifiche iniziative, la formazione permanente dei propri iscritti>>;

    Il D.M. 13 agosto 2014, n. 140 (art. 5) ha previsto che la formazione dell’Amministratore possa essere svolta ANCHE in via telematica, tranne l’esame finale.

    Attività che pertanto non è sospesa dall’attuale emergenza.

    Dato che, da un punto di vista privacy, lassociazione che eroga la FAD è Titolare del trattamento, mentre la piattaforma prescelta per la FAD è Responsabile del trattamento, vanno rispettati tutti gli obblighi di adeguatezza al GDPR in materia di protezione dei dati, in particolare la tutela della sicurezza del trattamento.

    Da evitare tutti i contesti online dove il servizio offerto è GRATUITO (free): perché?

    E’ noto che il ricavo del fornitore di servizi free deriva dalla ‘vendita’ dei dati raccolti dai suoi utenti a scopo di marketing mirato.

    Questo quanto rilevato, ad esempio, dalla nostra Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, con il provvedimento del 29 novembre 2018, ‘richiamò’ un social network, utilizzabile gratuitamente, perché non dichiarava che la raccolta dei dati dell’utente aveva finalità commerciale, sanzionandolo per pubblicità ingannevole.

    Bene, quindi se pago sono ‘a posto’? Non proprio …

    Condizioni di servizio e profilazione.  Non è in linea con il GDPR imporre all’utente il trasferimento dei dati a soggetti terzi o la profilazione dichiarando che ciò è necessario all’esecuzione del contratto e così bypassando l’acquisizione del suo consenso.

    Morale: leggiamo le Condizioni di Servizio (Terms of Service) delle piattaforme e le Informative Privacy per non avere ‘brutte sorprese’.

    Il Grande Fratello … siamo noi. Nell’attuale periodo di quarantena, chi accede alla FAD lo fa dalla propria casa, dove si svolge la sua vita privata, insieme ad altre persone, anche minorenni.

    Come tutelarsi?

    • ESCLUDERE VIDEOCAMERA E MICROFONO, se non strettamente necessari a partecipare alla FAD
    • NON INQUADRARE ALTRE PERSONE
    • NON ‘INQUADRARE’ DATI PARTICOLARI: immagini o elementi che potrebbero rivelare le preferenze in termini politici, religiosi, ideologici o di vita sessuale della persona non vanno inquadrate
    • NON INSERIRE DATI PERSONALI O PARTICOLARI NELLE CHAT: se la piattaforma consente di scambiare messaggi durante la lezione, evitare commenti personali o condivisione di dati particolari

    Attenzione quindi a ciò che DECIDIAMO di condividere: dopotutto, siamo noi ad ‘aprire’ alla piattaforma e possiamo decidere cosa mostrare e cosa nascondere.

    Alla fine, la protezione più grande e più potente rimane la nostra capacità di scegliere.

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    Avv. Caterina Tosatti

    Avvocato in Roma, si occupa di diritto immobiliare, fornendo consulenza ed assistenza sia in ambito stragiudiziale che contenzioso.

    È Vice Presidente del Centro Studi ASS.I.A.C., associazione per la quale svolge il ruolo di Formatore nei Corsi Base e di Aggiornamento obbligatori per gli Amministratori e nei Corsi per Revisore condominiale. Assiste privati e imprese nell’adeguamento dei processi concernenti il trattamento dei dati personali in seguito alle norme introdotte con il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e le conseguenti modifiche alla legislazione nazionale, fornendo una consulenza personale e disegnata sul singolo assistito per incontrare i suoi bisogni.

    Già abilitata come Mediatore civile e commerciale è ora Formatore teorico e pratico, ai sensi del D.M. 180/2010, collaborando con Enti di Formazione accreditati presso il Ministero di Giustizia per la formazione dei mediatori e per la diffusione delle tecniche di A.D.R. (Alternative Dispute Resolution) affinché si sviluppi consapevolezza ed intenzionalità nella gestione della comunicazione, del negoziato e del conflitto.
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